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articoli
5 Settembre 2020animali domestici / animali speciali / cibo animali / consigli utili / riccioScegliere il riccio come animale domestico, significa armarsi di molta pazienza e dedizione, perchè  è un animaletto piuttosto sensibile e solitario e non  ama troppe coccole. Il riccio è un piccolo mammifero molto diffuso in campagna, noto per i suoi aculei, che di fatto non sono altro che peli appuntiti rivestiti di cheratina, usati per difendersi in caso di pericolo. Il riccio ha un musetto decisamente simpatico, ed è per questo che spesso si pensa di prenderlo in casa come animale domestico, ma dobbiamo sapere che non può vivere in gabbia. Dobbiamo dedicargli uno spazio all’aperto, magari in giardino, dove posizionare una casetta tutta per lui, dove poter dormire, rifugiarsi se si sente stressato e durante il letargo invernale. Sarà sicuramente contento di trovare nel suo spazio foglie, nascondigli e acqua pulita, da fornire con una fontanella o una ciotola non troppo grande per evitare spiacevoli incidenti. Ricordate che il riccio è un animale notturno e piuttosto solitario, quindi ci mette del tempo per entrare in confidenza con gli altri e soprattutto con gli umani. Adottate un approccio cauto e rispettoso, accarezzatelo con un po’  di delicatezza ogni giorno, e non stupitevi se comincerà a leccarsi copiosamente e a chiudersi a forma di “s” , è il suo modo per adattarsi a voi e alla sua nuova casa. Cosa mangiano i ricci ? I ricci in natura mangiano insetti, lombrichi, lumache, ragni e millepiedi, ma anche rane e rospi, e mangiano volentieri anche frutta, funghi, bacche e ghiande. I ricci domestici invece sono spesso a rischio obesità, quindi dovranno osservare una dieta decisamente equilibrata fatta di vegetali e carne. Adorano le crocchette dei gatti, dei quali spesso diventano diciamo “amici”, e le piante dalle foglie tenere, per cui offritegli insalata, spinaci e altri vegetali. Sono assolutamente vietati semi, noci, frutta essiccata, carne cruda, verdure crude e dure, alimenti duri, appiccicosi o fibrosi, avocado, uva o uvetta passa. Niente latte e i suoi derivati, alcol, pane, sedano, cipolle, carote crude, pomodori, e niente caramelle, patatine , miele e nulla che sia acido. Come adottare un riccio? Di certo si potrà adottare da un privato o da un negozio di animali, ma essendo un animale ritenuto esotico soggetto quindi a diverse leggi e restrizioni , potrebbe essere necessario ottenere un permesso comunale, provinciale o regionale per poterne tenere uno in casa. A parte questo, il modo migliore per adottare un riccio è rivolgersi ad un allevamento specializzato che possa offrire tutte le certificazioni sulla genealogia familiare, sullo stato di salute dell’animale e soprattutto potranno fornire le migliori indicazioni e suggerimenti per prendersene cura una volta portato a casa.     [...]
8 Dicembre 2020animali domestici / cani / cibo animali / consigli utiliCome si fa a dire di no ad un biscotto, quando il tuo cane ti guarda con quegli occhioni enormi da sotto il tavolo, mentre fai colazione? Che male farà un piccolo biscotto? Certo, è difficile dire di no ad un biscotto o ad un dolcetto, quando il nostro cane ci guarda affranto, ma dobbiamo resistere ed evitare di farci condizionare, perchè assecondandolo mettiamo a rischio la sua salute. Naturalmente c’è da fare una distinzione sui dolcetti e biscotti, quelli dannosi per il nostro cane sono quelli prodotti e commercializzati per noi umani, cosa diversa è invece per quelli venduti appositamente per i nostri amici a quattro zampe. Questo perchè, i dolci prodotti per noi umani sono ricchi di zuccheri raffinati, edulcoranti, grassi e molti altri componenti che l’apparato digerente dei cani non riesce ad elaborare per la mancanza di specifici enzimi. In più, il loro intestino è più corto del nostro e quindi i cibi molto elaborati non si riescono a digerire in tempo, causando così, un accumulo di zuccheri nel corpo del nostro pelosetto. Per non parlare dei preparati a base di cioccolato, caffè o tè che sono altamente tossici, che contengono teobromina, un alcaloide naturale che i cani non sono in grado di metabolizzare. Così come la frutta  (anche secca) , ricca di glucosio, dovrà essere somministrata con molta parsimonia, perchè un accumulo di zuccheri nel loro organismo può portare a malattie come: diabete pancreatite obesità danni al sistema nervoso e digerente alterazioni del sangue e dell’apparato cardiovascolare problemi dentali e gengiviti morte per avvelenamento. Quando e quali biscotti dare al nostro cane? Di sicuro un biscotto ogni tanto non può far altro che piacere al nostro amico, sicuramente per premiarlo per essersi comportato bene, ma anche per una coccola in più. Scegliere tra le migliori marche in commercio, non è sempre facile, ma di sicuro il nostro veterinario o nel negozio di animali di fiducia, ci sapranno consigliare al meglio, sia sul giusto quantitativo che sul prodotto più adatto secondo la taglia e razza del nostro cane. E se volessimo farli in casa? Ecco alcune semplici ricette di biscotti per cani fatti in casa. Ricetta biscotti al formaggio per cani Ingredienti : 150g farina integrale di grano tenero,  150g farina di grano tenero 00,  30g burro fuso, 200ml latte parzialmente scremato, 130g emmenthal grattugiato. Mescolate gli ingredienti fino ad ottenere un impasto omogeneo, stendetelo in una sfoglia di circa mezzo centimetro e poi tagliatela in un formato che preferite, adagiando su una teglia da forno le formine dei biscotti che avete realizzato e cuocete a 180° gradi per circa 30 minuti.. Ricetta biscotti integrali per cani Ingredienti: 300 g di farina integrale, 150 g di burro di arachidi al naturale (senza zucchero o sale), 150 g di fiocchi d’avena, 70 g di latte in polvere, 2 uova, alcune foglie di prezzemolo. Mescolate la farina integrale con le uova, i fiocchi d’avena pestati ed il prezzemolo tritato, poi aggiungete il latte in polvere diluito in un bicchiere d’acqua tiepida. A metà lavorazione aggiungete il burro di arachidi, ultimate la lavorazione e lasciate riposare per un paio d’ore. Stendete l’impasto in una sfoglia di circa mezzo centimetro e poi tagliatela in un formato che preferite, adagiando su una teglia da forno le formine dei biscotti che avete realizzato e cuocete a 180° gradi per circa 30 minuti.         [...]
2 Marzo 2021animali domestici / congiuntivite gatto / consigli utili / gattiCongiuntivite gatto, rimedi naturali o farmaci, cosa è meglio per curare il nostro amico a quattro zampe quando manifesta i sintomi di una infiammazione agli occhi? Il problema della congiuntivite che affrontiamo noi umani, è molto simile a quella che spesso affligge anche i nostri amici animali, come cani e gatti. Curare un gatto con congiuntivite, spesso può sembrare più complicato di quello che è realmente, ma basta capirne l’origine e la soluzione è presto data. Ma cos’è la congiuntivite del gatto? Si tratta di un’infiammazione che colpisce lo strato trasparente che riveste la parte anteriore del globo oculare e la superficie interna delle palpebre, chiamata appunto congiuntiva. Ciò comporta una eccessiva lacrimazione, con lacrime sono di solito dense e scure che scorrono vicino al naso sotto l’occhio, un palese rigonfiamento della terza palpebra dell’occhio del gatto, visibile normalmente dalla parte dell’occhio più vicina al naso, che se infiammata arriva a ricoprire l’iride. Come per noi umani, anche la congiuntivite del gatto genera dolore, prurito, e nei casi più gravi anche delle lesioni sull’occhio. Cause della congiuntivite del gatto? La cause che inducono la congiuntivite al gatto, possono essere diverse, posso avere origine allergica o anche di natura batterica/virale,  può essere dovuta alla presenza di vento/sole intensi che colpiscono direttamente l’occhio irritandolo, o di un corpo estraneo; oppure può essere legata ad altre patologie dell’occhio (come nella cheratocongiuntivite secca del cane). Come curare la congiuntivite al gatto? Inutile dire che la prima cosa da fare nel caso si verifichino i primi sintomi di una congiuntivite al vostro gatto o cane, è quella di rivolgersi al proprio veterinario di fiducia in zona per consentirgli di effettuare degli esami più approfonditi per stabilirne la causa e provvedere alla giusta terapia. Di solito il veterinario comincia sempre con una terapia sintomatica, tramite la somministrazione di farmaci per ridurre l’infiammazione, come ad esempio un collirio specifico per la congiuntivite dei gatti, per poi passare ad analizzare le lacrime del gatto per individuare se la congiuntivite è di origine batterica. Per le forme più lievi, sempre dietro consiglio del veterinario possiamo ricorrere anche a rimedi naturali, come gli impacchi con camomilla o malva fredda per 2 o 3 volte al giorno e inoltre localmente può essere applicato un collirio a base di eufrasia.  E’ importante anche una modifica nell’alimentazione del nostro amico a quattro zampe, a base di apposite vitamine che hanno effetto sul lungo periodo, e soprattutto fare attenzione all’igiene dell’ambiente frequentato dal gatto, perchè essendo contagiosa, la congiuntivite può essere trasmessa all’uomo involontariamente. continua a seguirci, iscriviti alla nostra newsletter [...]

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